18 aprile, Annie, il primo disco di phomea

Annie รจ un ricordo, lo specchio del presente e un monito per il futuro, una madre ormai stanca.
Dedicato a mia madre, Annie Denise Couture.

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Phomea nasce come progetto solista di Fabio Pocci, già membro di S.U.S. e Sparflatz. Da sempre immune alla categorizzazione di genere phomea propone musica fatta con passione, senza legarsi per forza ad un contesto preciso ma lasciandosi guidare dalle emozioni.

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Dicono di Annie ( Recensioni )

La repubblica Firenze

"Viene in mente il miglior Nick Cave, i Marlene Kuntz, i Csi e gli Afterhours, il cantautorato concettuale di Marco Parente, e quello straordinario potere dell'insondabile dei Sigur Ros".

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Mescalina

"Le undici tracce rendono l’ascoltatore privilegiato, ed a tratti inopportuno nell’entrare così in profondità in un momento così privato perché in Annie esistono “solo” Phomea e la madre, ma anche al termine dell’ascolto Fabio Pocci e Annie Denise Couture continuano a scorrere"

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Rockit

"l'artista pistoiese regala un disco di indie-rock classico, senza troppi fronzoli o derivazione varie e eventuali che non può non strappare più di un apprezzamento per la sua, assoluta, fedeltà "alla linea". ".

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RockGarage

Sì, questo album è un tipico caso di “mettersi alla macchina da scrivere e iniziare a sanguinare”, per dirla con Hemingway.

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Suffisso Core

Il debutto su lunga distanza di Fabio Pocci si presenta a meraviglia. Un magnifico libretto con disegni in bianco e nero che illustrano la scaletta e tentano di descrivere l’apertura mentale di un artista coraggioso.

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Music Map

Il primo full length firmato Phomea è un disco davvero ispirato e discretamente complesso, in cui tutti i brani sono a fuoco, pur non essendo mai troppo simili tra loro.

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Receindie

Il sound è delicato (un pò l'amore materno), ma che si lascia andare a parti più movimentate con assoli e virtuosismi strumentali.

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Contro Corrente Radio

Sarà che “il corpo si abitua a tutto”, come canta Phomea in “Solo aria”, ma abituandosi finisce anche necessariamente per cambiare, per crescere conservando in una cicatrice il ricordo di quella lama che liberava l’edema. E più si cambia, più si cresce, più queste invisibili cicatrici dell’anima aumentano.

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XTM.it

Se Antony & The Johnsons decidesse di scrivere un disco con gli Afterhours probabilmente verrebbe fuori qualcosa del genere: vibrante e soffice ma ugualmente rock e diretto, elegante e introspettivo ma ugualmente graffiante ed elettrico.

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RadioCoop

Approccio aspro e crudo. buone le canzoni, essenziale la produzione. Ottimo.

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Music.it

La sincerità dei testi attraverso sonorità malinconiche e viscerali dell’indie rock anni ‘90 arriva dritta nel cuore di chi ascolta. Impossibile non essere trapassati dai forti sentimenti provati dal cantautore. “Annie” è un album che non basta ascoltare, ma che richiede di essere letto e analizzato

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I think magazine

Phomea riesce a trasmettere le sue emozioni fino a farle provare all’ascoltatore ed è proprio questo suo essere così vero e autentico che fa di questo disco un piccolo gioiello, un astro che brilla di luce propria nel cielo della Musica troppo spesso povero di idee ma in cui, ascoltando lavori come questo, possiamo ancora sperare.

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